Crescita personale: seguire la propria individuale centratura.

 

Una famiglia composta da madre, padre e figlio adolescente, a causa di una carestia, aveva dovuto lasciare la propria casa e iniziare un lungo viaggio alla ricerca di un nuovo luogo dove vivere.

La famiglia aveva davvero poche cose e, tra queste, un asino. I tre, camminando accanto al loro asino arrivarono nei pressi di una città. Alcuni ragazzi che passavano, vedendoli si misero a ridere e dissero “Guarda che sciocchi”! Hanno un asino sano e robusto e vanno a piedi! Almeno la donna  potrebbe viaggiare sull’asino”.

Sentendoli parlare così la famiglia si disse: “Presto saremo in città e la gente riderà di noi; dobbiamo farci accettare da queste persone se vogliamo iniziare lì la nostra nuova vita. Meglio fare come dicono”. La donna salì sull’asino; l’uomo e il ragazzo seguirono a piedi.

Ma quando stavano per entrare in città incontrarono un altro gruppo di persone che li squadrarono e dissero: “Guarda la donna com’è riposata, lì seduta sull’asino, mentre il ragazzo sembra che abbia la febbre; che donna egoista, dovrebbe andare a piedi per un po’ e lasciare l’asino al ragazzo”.

Perciò decisero di scambiarsi di posto: il ragazzo salì sull’asino; il padre anziano e la madre  accanto.

Ma presto si imbatterono in un altro gruppo e li udirono dire: “Che sfacciato quel ragazzo! Il vecchio potrebbe essere suo padre o il suo Maestro e lo fa andare a piedi mentre lui va in groppa all’asino! E’ contro ogni regola! “

Che fare? Rischiare di non essere approvati dagli altri? La famiglia si consultò e decise che l’unica possibile soluzione fosse che tutti e tre cavalcassero l’asino; e così fecero.

Ma ecco che incontrarono ancora un altro gruppo di persone, stavolta ben vestite e, da come gli altri annuissero alle loro parole,  parevano avere una certa influenza nel  luogo; questi dissero: “Che crudeltà verso quel povero animale! In tre su un asino! Quell’asino è più morto che vivo, avrebbe bisogno di essere trasportato lui stesso”.

Ormai erano quasi alle porte della città e pensarono: “Meglio seguire il modo di pensare della gente di questa città o ci giudicheranno male“. Perciò trovarono una solida canna di bambù, legarono l’asino per le zampe e se lo caricarono in spalla. L’asino cercò di ribellarsi, com’è costume degli asini che non si lasciano costringere facilmente. Ma il padre e il ragazzo erano più forti e gli toccò subire. Erano arrivati a un ponte che attraversava un fiume, poco prima delle porte della città. Nel mezzo del ponte si imbatterono in una piccola folla che fece cerchio intorno a loro esclamando “Guarda questi imbecilli, mai visti degli idioti simili! Invece di cavalcare l’asino se lo portano in spalla”.   La folla e il rumore spaventarono così tanto l’asino che questo cominciò ad agitarsi, tanto da liberarsi dai legami e da fuggire, ma cadde nel fiume e morì. La famiglia corse giù per salvarlo, ma l’asino era ormai morto.

Mentre i tre si sedevano per terra, disperati, accanto all’asino morto, si avvicinò un maestro Sufi del luogo e disse loro: “Ascoltate. Non date troppo retta alla gente. Imparate a non badare a quello che dicono gli altri, perchè ci sono milioni di “altri” e ciascuno ha un’opinione propria in base a ciò che ha vissuto fino ad oggi e a come ha affrontato le proprie esperienze;  ciascuno vi spronerà ad andare per un certo verso, ognuno differente e in questo modo non riuscirete mai a trovare il vostro centro interno.  Se si da retta alle opinioni di tutti si rischia di fare la fine dell’asino. Non ascoltate nessuno, restate voi stessi. Ascoltate la voce interna, e agite sulla base di quel sentire. Pian piano arriverete a ignorare le opinioni altrui, considerandole con indifferenza. E una volta centrati in voi stessi spigionerete una tale forza, che ogni scelta che farete verrà da una vostra Fonte interna che non potrà farvi sbagliare mai.

“Gli altri” non vi sollecitano per cattiveria verso differenti mète, lo fanno in buona fede, per guidarvi a modo loro verso ciò che ritengono il vostro meglio, ma ognuno ha moltissime differenti opinioni, regole, indicazioni su come dovreste guidare la vostra  vita. Gli “altri” seguono i propri desideri e questi sono certamente diversi dai vostri. Seguite la vostra centratura, seguite le vostre regole interne, ricordando solo che la vostra libertà finisce dove inizia quella degli altri e che ognuno ha una propria verità, nella quale crederà ciecamente, perché a volte non ci si ricorda che ogni persona ha propri “punti di vista”, diversi da quelli degli altri, in base alle esperienze vissute, elaborate e, a modo proprio, subite o superate.

Tenete a mente che solo voi avete provato le cose che non volete più affrontare nella vostra vita e solo voi sapete quali. Solo voi scoprirete, in base a ciò che NON volete più vivere, cosa invece VOLETE avere o essere da oggi in poi. (da “Come liberarsi dal timore della disapprovazione” in Yes Coaching Modulo n. 3 di “Sono felice che tu sia felice che io sia felice… a prescindere!”.)

 

Alessandra Vicario per Yes Coaching

 

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